silvia's profile*°*Blue Monday*°*PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    June 08

    tesi

    ·         Shining: la luccicanza dell’inconscio

    Il film racconta la storia di Jack Torrance, un insegnante disoccupato a causa di un problema di alcolismo, che accetta il lavoro come guardiano invernale di un albergo in Colorado nella speranza di recuperare la serenità familiare e l'ispirazione di scrittore.
    All'hotel, Danny, figlioletto di Jack con doti telepatiche, entra in contatto con Mr. Halloran, il capo cuoco, che gli rivela di essere anche lui in possesso della "luccicanza".
    Poco a poco l'Overlook Hotel si rivela un luogo pieno di influenze tragiche; l'hotel era stato infatti teatro in passato di un gesto di follia assassina da parte del vecchio guardiano, Mr. Grady.
    Danny comincia ad avere delle visioni e a manifestare disagio, mentre l'equilibrio psichico di Jack viene lentamente compromesso: incontra Mr. Grady e il barista Lloyd, in un incerto confine tra sogno e realtà.
    Nel frattempo Wendy, la moglie, scopre dei segni di strangolamento sul collo di Danny e crede che ci sia qualcun altro nell'hotel oltre a loro, finché la follia aggressiva di Jack si rivela. Jack arriva a cercare di uccidere moglie e figlio armato di un'accetta.
    Danny e Wendy riusciranno a fuggire con un
    gatto delle nevi nel mezzo di una tempesta di neve.

    Il film come fiaba

    Succede poche volte che l’opera cinematografica superi il romanzo dal quale è stata tratta: Shining è uno di questi casi. Kubrick, allontanandosi dagli schematismi horror, riesce a trasformare il testo di King in una sorta di fiaba contemporanea. Come nella fiaba, qui sono presenti figure archetipiche (eroe, antagonista, aiutante…), o meglio assunte dai personaggi

    I personaggi di questa terrificante fiaba

    JACK, il padre

    Jack Torrance, scrittore e insegnante fallito, padre e marito nevrotico: questi sono i segni premonitori di una tragedia. E’ un uomo senza qualità predestinato "a quella mostruosità come ombra della normalità", così lo descrive Stanley Kubrick. Dietro ad una maschera supponente e di velenoso sarcasmo, si cela il fallimento di Jack di cui è conscio anche lui stesso, seppur ostenti nei rapporti interpersonali, che siano famigliari o meno, un accentuato sentimento di superiorità. Al romanzo che intende scrivere non crede nemmeno lui. Jack è inserito in quella particolare categoria di personaggi, che nella meccanicistica poetica kubrickiana tentano di sfuggire al destino ma ne rimangono presto imprigionati. All’interno della famiglia è il più attivo, è colui che comanda e decide, si distingue come scrittore nella gerarchia relativa dell’albergo che viene presto ribaltata dall’alto, dall’Overlook. Perché Jack in realtà risulta essere la prima preda del labirinto: "una marionetta in balia del gioco".

    DANNY, il figlio

    Come Jack, Danny "soffre" di quella particolare sindrome di incomunicabilità che colpisce la maggior parte dei personaggi di Kubrick. Anche lui è solitario, come il resto della famiglia, molto meno loquace rispetto al romanzo. Fugge, più o meno coscientemente, nello shining, verso l’amico immaginario Tony che diventa l’alter-ego del bambino; è l’amico che si rifugia nell’intimo ma che Danny proietta all’esterno, come suo unico confidente e rivelatore del lato oscuro dell’albergo e della tragedia imminente. Attraverso lo shining vede tutto e noi spettattori vediamo insieme a lui. La mente di Danny, come succede a quella del padre, viene invasa da fantasmi incontrollabili e provenienti da chissà quali mondi, forse dall’alto, dall’over. A differenza di Jack non si lascia vincere dalla follia, ma ribaltando le forze oscure, riesce a liberarsi dallo sguardo magnetico dell’albergo, che in una conseguenza di azione e reazione si accaniscono contro il padre, rispedito nel tempo ciclico.

     

    WENDY, la madre

    All’interno del triangolo familiare, controllato come su una scacchiera dall’Overlook, Wendy è colei che rappresenta l’apparente normalità, per non dire mediocrità, il suo carattere non è colorato da tinte forti a differenza del marito e del figlio. Materna nei confronti di Danny e succube nei confronti di Jack, si accorge più tardi, rispetto agli altri, degli sconvolgimenti nell’albergo, non avendo la capacità, che hanno in modo diverso padre e figlio, di andare oltre le cose nel male o nel bene.

    L’OVERLOOK HOTEL

    L’albergo in cima alla montagna, che domina da posizione centrale il panorama, è il vero deus-ex-machina della storia. L’ordine geometrico della sua planimetria, i lunghi corridoi, le stanze magiche e il misterioso labirinto, contrassegnano la maestosità dell’edificio: dai mille segreti e dalle viziose forze oscure. L’ambiente più simbolico è la stanza 237, luogo dove probabilmente il guardiano Grady sterminò la famiglia e dalla quale Danny deve stare lontano.

    L’Overlook si svela come uno dei protagonisti del film: quello meno visibile ma più influente. Non è difficile leggere in chiave metaforica l’hotel come metafora dell’inconscio umano. Nell’Overlook rivivono la memoria e la storia, compresse nello spazio e nel tempo, tra le stanze e i corridoi dell’albergo. Lo spettatore si renderà conto pian piano della terribile verità, che è l’Overlook che comanda i destini e la Storia. Domina dall’alto e veglia sui Torrance, come si intuisce dalla lettura scomposta del suo nome: LOOK (guardare) OVER (dall’alto).

    L’archetipo dell’Ombra nelle teorie di Jung

    In questo film Kubrick esplora i laceranti rapporti tra i diversi personaggi all’interno di questa famiglia in condizioni di totale isolamento, e in cui i contrasti sono destinati ad esplodere. Parallelamente al progredire dell’incomunicabilità e della violenza familiare, si verifica un vero e proprio assalto di fantasmi e di paure che finiscono per dissolvere il confine tra realtà e mondo immaginario. Nel corso della lavorazione di Shining, Kubrick, riferendosi alle teorie di Jung (1875-1961,psicoanalista svizzero, allievo di Freud) ha osservato che “la personalità umana ha un difetto connaturato. Ha un lato malvagio. Una delle cose che le storie dell’orrore possono fare è mostrarci gli archetipi (ossia forme pure ed universali, strutture ereditarie uguali per tutti) del subcosciente; possiamo vedere il lato malvagio senza doverlo affrontare direttamente. Questo lato è, secondo Jung, l’ Ombra, che costituisce la componente psicologica animalesca dell’inconscio collettivo che, quando appare nella coscienza sotto forma di pensieri e di sentimenti moralmente o socialmente riprovevoli, viene rimossa nell’inconscio personale. L’Ombra rappresenta anche gli istinti vitali dell’uomo, senza i quali mancherebbe di creatività. Essa è assimilabile al concetto di libido freudiana, un’energia percepita soggettivamente come aspirazione e desiderio (potenza, fame,odio,sessualità). Se l’Ombra è totalmente repressa tende a manifestarsi in modo indiretto in azioni violente e crudeli. In Shining, i fantasmi dell’Overlook Hotel sono la proiezione del lato oscuro del protagonista, Jack: quello che egli non vorrebbe mai essere e quello che non riconosce come suo “io” (i suoi istinti omicidi), ma che, tuttavia, gli appartiene. Tant’è vero che nella scena finale del film, Kubrick inquadra una foto del 1921, già da lungo tempo presente nell’Overlook dove, tra gli ospiti dell’albergo, compare incredibilmente lo stesso Jack. Con questa immagine il regista intende forse rivelare che il protagonista del film non è estraneo al mondo degli spettri che lo ossessionano. È il suo inconscio che gli è apparso nelle vesti dei misteriosi abitatori dell’Overlook Hotel.

    Il figlio supera il padre

    Danny, a differenza del padre, ha raggiunto un equilibrio fra le proprie intime polarità: quelle consapevoli e quelle inconsce. In virtù del suo Shining (la “luccicanza”, i poteri extra-sensoriali), riesce a mantenere un dialogo costante con l’Ombra (cioè l’inconscio), rappresentato da Tony, l’essere immaginario con cui gioca e parla, che gli permette di vedere ciò che gli altri non vedono e di comunicare telepaticamente. Proprio perché Danny è in grado di intrattenere un proficuo rapporto con la sua interiorità (mentre il padre ha vanamente represso la propria “Metà Oscura”) può sperare l’ultima prova (il labirinto) e uscire vivo dalla lotta mortale con il padre.

    Danny freudianamente artista

    L’arte è per Freud un mezzo per poter esprimere il proprio inconscio e sublimare le pulsioni di esso contrastanti con il conscio. L’artista ha una dote speciale: riesce a portare alla luce le sue fantasie. «nelle conoscenze dello spirito l’artista sorpassa di gran lunga noi comuni mortali, poiché attinge a fonti che non sono state ancora aperte alla scienza»[3]. La sua non è una debolezza, è una super-abbondanza di energia unita ad una singolare capacità di forgiarla costruttivamente; grazie ad essa acquista poteri vedere “oltre” e di far vedere “oltre”. «il medico e il poeta (hanno) in egual modo frainteso l’inconscio o entrambi lo (hanno) compreso esattamente»[4]. Allo stesso modo Danny, grazie al suo dialogo con Tony, riesce ad entrare in contatto con quelle forze sconosciute, l’inconscio.

    Il perturbante di Sigmund Freud

    In un’intervista rilasciata dopo l’uscita del film, Kubrick ha parlato dei riferimenti letterari che ha preso in esame per affiancare il lavoro di adattamento sul romanzo di Stephen King. Il referente teorico principale di Shining è un saggio breve scritto da Freud, Il Perturbante,definito dal regista “il massimo discorso fatto dalla cultura occidentale sul tema della paura”. «Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare»[1]. La parola tedesca Unheimlich ha la sua radice antitetica in heimlich, da Heim, casa, e in heimisch, ossia familiare, abituale. Insomma il Perturbante, ciò che porta angoscia è un non-familiare, qualcosa che assomiglia al nostro ambiente domestico ma che in realtà cela in sé un che di straniero, sconosciuto, enigmatico. «L’opera d’Arte sa spezzare l’incatenamento della familiarità più prossima sa scuoterci dal sonno dell’io per risvegliarci al reale»[2].  Così, nello stesso modo in cui il sentimento del perturbante nasce da, e porta con sé, il contrasto e l'opposizione fra qualcosa che sembra sicuro e può diventare infido (che anzi allo stesso tempo è sicuro e infido), la paura in Shining dipende da questo ribaltamento apparentemente inspiegabile, che genera una condizione di perenne spiazzamento e imprevedibilità. Kubrick ha utilizzato il saggio freudiano non solo come ispirazione tematica, ma anche come referente formale, visivo, per ideare lo stile del film.

    [1] Sigmund Freud, Il perturbante in Saggi sull’arte, la letteratura e il linguaggio, vol. 1, cit., p.270

    [2] Massimo Recalcati, L’Arte corteggia la psicosi, cit.

    [3] Sigmund Freud, Il delirio e i sogni nella Gravida di Wilhem Jensen in Opere, vol.V, Boringhieri, Torino, 1972, p.263. Traggo questa citazione da Luigi Russo, La nascita dell’estetica di Freud, cit., p. 15

    [4] Ivi, p.333

    Lo scopo di Kubrick

    Per raccontare sullo schermo una storia dell’orrore forte e potente era importante elaborare dei meccanismi narrativi che producessero negli spettatori delle reazioni in grado di toccare il loro lato inconscio. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Diane Johnson, collaboratrice di Kubrick durante la stesura della sceneggiatura, il fine di questa doveva riguardare la sua verosimiglianza: “deve essere plausibile, non usare trucchi da quattro soldi, non avere buchi nella trama, né essere carente nelle motivazioni…deve essere completamente spaventoso.” Secondo Kubrick nel film era necessario costruire meccanismi narrativi in grado di distogliere lo spettatore da analisi troppo intellettuali che finissero con il rendere irreale la vicenda. La persistenza delle caratteristiche del cinema di Kubrick, votato da sempre ad un realismo sorprendente (sia in senso scenografico, sia in termini di messa in scena e sia in riferimento alla recitazione), sono in Shining particolarmente funzionali alla rappresentazione del concetto di perturbante: un razionalismo estetico per realizzare un coinvolgimento emotivo e profondo dello spettatore. Grazie all’eccellente padronanza del mezzo espressivo Kubrick riesce perfettamente nel suo intento di rappresentazione dell’idea di perturbante, realizzato per mezzo di immagini cariche contemporaneamente di significati e di emozioni che rendano più sorprendenti ed interessanti le finalità di un’opera deliberatamente realizzata dal regista per dialogare con il lato inconscio e oscuro del pubblico.

    Il cineasta americano si è sempre dimostrato attento a ricercare questo duplice piano espressivo caratterizzato da elementi che conducessero lo spettatore non solo a riflessioni di natura intellettuale ma anche a coinvolgimenti di origine emotiva e che hanno consentito alla critica internazionale di definire la sua arte universale, per i temi che in essa sono racchiusi e per la straordinaria capacità comunicativa ed evocativa dimostrata delle sue immagini. La potenza delle immagini , in questo film, si dà nella loro capacità di esprimere il conflitto in ogni inquadratura e in ogni elemento della messa in scena, oltre che nelle parole dei dialoghi e nell’espressività dell’interpretazione degli attori.

     

    La messa in pratica

    Uno degli scopi del regista è quello di dar vita (servendosi di diverse tecniche, inquadrature, scelte) ai conflitti pulsionali insiti nella mente umana, al perturbante, giocato sulla contrapposizione lucidità-razionalità/impulso-violenza. Per fare questo innanzitutto occorre concedere un diverso trattamento filmico ai due personaggi che incarnano questa opposizione: Jack e Wendy.

    Kubrick, infatti, sceglie di mantenere identiche sul piano filmico le inquadrature dedicate a Shelley Duvall (Wendy), lasciando inalterata la sua posizione interna all’inquadratura e le relazioni che intrattiene con lo sfondo, mentre modifica filmicamente e profilmicamente le inquadrature dedicate alla figura di Jack Nicholson che subisce spesso un restringimento semantico che permetterà allo spettatore di focalizzare meglio l’attenzione sulle movenze fisiche e facciali dell’attore. La Duvall è spesso ripresa frontalmente e inserita in uno sfondo che consente alla figura di mantenere una centralità rispetto alla perfetta simmetria interna all’inquadratura. Un primo elemento di facile rilevazione è costituito dalla sensazione perturbante che tale inquadratura suscita nello spettatore che, oltretutto e paradossalmente, non sembra essere colto dalla medesima emozione quando è in relazione con il personaggio di Nicholson. Essa, infatti, sembra rappresentare un obraz concernete un ossimoro particolarmente pertinente se letto alla luce della prosecuzione e del finale del film: mi riferisco al concetto di “lucida follia” espresso sia dal rigore formale (simmetria, luce omogenea, sfondo centrale bianco, ripresa in primissimo piano quasi a rappresentare il luogo della sua razionalità) sia dalla sua contrapposizione con i piani dedicati a Jack che sembrano esaltare ancor di più questa peculiarità espressiva. L’ossimoro è maggiormente pertinente se si constata che le visioni più terrificanti e visionarie della parte finale del film, come l’onda di sangue che esce dagli ascensori o l’incontro con i fantasmi della festa, sono tutte vissute e percepite visivamente da questo personaggio che, dunque, è lecito considerare maggiormente esposto ad una forma latente di psicosi schizofrenica rispetto a quello di Jack.

    Il ruolo della musica

    Come in Shining, in tutti i film Kubrick ha fra i suoi obiettivi l’individuare e delineare il modello percettivo per il quale il suo cinema è progettato e realizzato: il coinvolgimento dei sensi e del subconscio, che è lo stesso chiamato in gioco da un brano musicale o dalla contemplazione pittorica. Nella sua produzione il regista si riferisce a strumenti appartenenti alla comunicazione non verbale,in modo da rendere le sue pellicole una fornace di espressività:  un cinema sensibile. I testi sonori kubrickiani, cosi come le sue scelte concernenti l’immagine, sono frutto di esperimenti, ripensamenti, riflessioni.

    In shining la colonna sonora funzionale alla vicenda stessa: deve sottolineare la condizione di caos e di disorientamento che vuol essere trasmessa allo spettatore, la deliberata inosservanza dei principi razionali fondanti. Per shining si può lecitamente parlare di testo musicale studiatamente labirintico. Il labirinto nel film è un simbolo importante, probabilmente allusivo ai meandri contorti e oscuri della nostra mente; per questo la musica ha il ruolo di intensificare il disorientamento frustrato l’inadeguatezza razionale e l’atteggiamento incerto dinanzi a bivi e polivalenze di senso. In shining si insinua un’idea materiale, plastica del testo musicale, che viene sottoposto ad amputazioni, manipolazioni e ricombinazioni a loro volta labirintiche, tramite la ricerca di soluzioni timbriche, di suggestioni foniche, di procedure disaggregative e ricompositive. Si percepisce, ad esempio, il progetto di far combaciare certi accenti musicali con intertitoli, o con soprassalti narrato-visivi (ad esempio i colpi d’ascia), con zoomate fulminee o improvvisi primi piani.

    Oltre alla musica, anche i rumori sono protagonisti e contribuenti al potere d’”horror” dell’opera, a partire, ad esempio, dall’ inquietante ticchettìo della macchina da scrivere di Jack Torrance, o all’episodio del triciclo di Danny, mentre percorre i corridoi dell’albergo, caratterizzato dell’alternarsi del rumore sordo delle ruote sui tappeti con quello cigolante sui pavimenti lignei: in questo caso questa alternanza così netta riproporrebbe in termini acustici i due differenti stati di coscienza che esistono dialetticamente nella vicenda: lo shining di Danny e Halloran e normalità percettiva degli altri, tenue e ovattata rispetto all’acutezza conoscitiva degli altri.

     

     

     

     

     

    questa originalissima linea di tendenza è:, ma nello stesso tempo capace come nessun altro di proiettarsi incessantemente nel nostro futuro, percorrendolo fino al punto d'essere costretto, suo malgrado, a stupire o a essere continuamente frainteso, come dimostra indirettamente la sua vasta sperimentazione di generi cinematografici diversi, sperimentazione condotta con una sistematicità ed una frenesia tale da portarci a convalidare il sospetto ch'egli abbia tentato ogni volta di eludere quella cospicua fetta della critica che consuma tutta la propria esistenza nel vano tentativo di classificare e rendere inoffensivi sia gli autori che le loro opere.

    Ma a dispetto di tutto e di tutti,

    Ogni suo film presenta dunque una precisa dimensione analitica, per altro spesso travisata, che però non indulge mai alla speculazione fine a se stessa, né fa da supporto a chissà quale causa politica. Egli non ha mai cercato di indottrinarci, di comprare le nostre menti al minor prezzo possibile.

    Ciò che lo ha sempre interessato è stato semplicemente fare del cinema: al meglio delle sue possibilità. E non è quindi un caso che anche 2001: A Space Odissey, uno dei film più famosi e importanti di Kubrick, rappresenti uno straordinario veicolo di rinnovamento strutturale e semiotico sia della cinematografia che della cultura intesa in senso più generale, una elegante proposta di rinnovamento che seppe ancora una volta anticipare le direttrici di movimento della società, dal momento che l'ideazione a la preparazione del film furono di gran lunga precedenti alla deflagrazione di quella rivolta studentesca datata 1968 che coltivò a lungo il sogno di cambiare radicalmente l'essenza stessa del nostro esistere.

    Come dice Gian Piero Brunetta “L’ossessione claustrofobica e la ricerca del punto di fuga sono i sentimenti che guidano il movimento dei personaggi kubrickiani nello spazio”. E questa stessa ossessione è l’unica comunione possibile fra spettatore-attore e cinema kubrickiano, l’unico fattore condivisibile. In tal senso potremmo giungere alla non remota conclusione che lo spettatore viene diretto e perturbato da Kubrick alla stregua dei suoi stessi protagonisti. Questo scompenso ha dato sempre luogo a incomprensioni, la critica ha spesso rammendato a posteriori con le toppe del revisionismo interpretativo i propri guasti critici, e il pubblico da par sua si è trovato a gestire con i suoi personali mezzi le “macerie” che il terremoto estetico di un regista uguale solo a se stesso gli ha gettato addosso.

    Per questo motivo alle sue opere oltre alla scomodità della sua poetica, alla sua natura “diffamatoria” per come rovista e scandaglia l’intimo umano, o peggio lo fa cullare nella palude del medioconscio (preannunciando un termine che useremo nel corso di questo studio), si aggiunge la complessità di un’estetica che come un labirinto ci attira al suo interno ma al contempo ci nasconde l’uscita

     

    November 15

    prometeo

    Io non conosco, sotto il sole, niente di più povero di voi, o iddii! Voi nutrite miseramente, con tributi di vittime e fiato di preghiere, la vostra maestà e vivreste nell’indigenza, se non ci fossero bimbi e mendicanti, speranzosi pazzi (GOETHE)
    October 04

    Tereza

    Lei lo aveva chiamato a sè, l'aveva attirato sempre più in basso come le fate attirano i contadini nei pantani per farli annegare
    August 20

    *hickh*

    BASTA SINGHIOZZO E BASTA LOVE METAL!!!
    NON LI TOLLERO PIU'.
     
    "Love Metal and HIM both need to cease to exist. Eventhough there is really no Love Metal" by Crozzy
     
    "Let me say this...

    I like HIM. I've lost a lot of love for them due to their shitty personalities and shitty fans, but they're a good band.

    However, like I said, they have shitty fans, and the next time soneone asks you that, punch them as hard as you can in their face." by Gothpirateninja
    August 15

    dannati maniaci

    stronzi. possibile che a questo mondo ci siano solo stronzi? ma non solo stronzi e basta che si fanno i cazzi propi, e il che sarebbe anche sopportabile, ma stronzi ipocriti che ti chiedono e chiedono e poi se ne sbattono se qualcosa non gl'interessa.
    uh, un'altra giornata sprecata QUI perdio qui........-_-
    foute.
     
    August 14

    sindrome da immuno deficienza acquisita

    ma si...se ne parlava stasera, mentre giocavamo al consueto gioco di domande di cultura generale mia madre ha preso a parlare del tossico suo ex paziente che mi fermò a parlare un mesetto fa..da li si è poi avuta una digressione sulle diverse droghe e infine sull'argomento AIDS, tanto per avere alcune delucidazioni sul reale significato di "sieropositivo"
    vabè, a parte ciò....oggi è il primo giorno di dura dieta, non ho mai patito cosi tanto la fame!!! io ed elenhausen ci siam messe di buona volontà.
    verso le 4 del pomeriggio cominciavo ad accusare crampi di fame, dalle 6 alle 7 mi son messa a leggere avidamente nella speranza che si affrettasse ad arrivare l'ora di cena...
    chissà domani sigh!
     
    August 13

    voglio la marmellatina di ribes selvatico del tagikistan!!!

    mi fan male testa e ventre, non mi han lasciata cenare in pace (il che è sacrilegio), sono scoglionata [ma solo un po], entro nella mia stanza e a SEMPRE CALDO mentre fuori si gela lei è l'unica a stabilirsi sui 30  gradi, entro in chat e vedo nomi di persone insulse e che palle!!!
    basta lamentarmi...
    la soluzione "giro solitario" dovrebbe essere la migliore quindi opto per quella...
    oggi mi sono autoformata una storiella buffa della quale ero protagonista, ma si, quelle cose che capitano e poi le racconti ai figli o agli amici piu piccoli...(uh che strano l'accostamento inconscio che ho fatto di sti due termini!)
    programma della serata: -o domande di cultura generale tra me, deiv ed elenella -o finisco il saggio di Bergson ...tanto so gia che non si esce perche scollare quei due dal sofà è come staccare una patella dallo scoglio...
    ora vado perche dovrò pure sostare davanti all'armadio almeno mezzora per decidere come vestirmi... haloha
     
    August 07

    nothing lasts forever


    I want it now I want it now not
    the promises of what tomorrow brings
    I need to live in dreams today
    I'm tired of the song that sorrow sings
    I want more than I can get just
    trying to trying to trying to forget
    I walk to you through winds of fire
    and never let you know the way I feel
    Under skin is where I hide love
    that always gets me on my knees
    I want more than I can get just
    trying to trying to trying to forget
    Nothing ever lasts forever nothing ever lasts
    forever nothing ever lasts
    forever nothing ever lasts forever
    I want it now I want it now don’t
    tell me that my ship is coming in
    Nothing comes to those who wait
    times running out before you're running in
    I want more than I can get just
    trying to trying to trying to forget
    Nothing ever lasts forever nothing ever lasts
    forever nothing ever lasts
    forever nothing ever lasts forever
    All the Shadows and the fields are coming to you
    all the Shadows and
    the fields are coming to you
    All the Shadows and the
    fields are coming to you
    August 01

    cerco di riderci sopra nascondendo le lacrime nei miei occhi

    I try to laugh about it
    Cover it all up with lies
    I try and
    Laugh about it
    Hiding the tears in my eyes
    'cause boys don't cry
    Boys don't cry
    July 15

    ...sounds good.

    oggi doveva essere il mio primo giorno da "ho toccato il fondo,ora comincio  risalire" ma non è stato proprio così...so di essermi addormentata pensando "per forza...sta vita è na merda..."
    ieri notte mi son soffermata a guardare il film "la ribelle" con Penelope Cruz molto giovane e..mah non saprei se definirla bruttina o affascinante nella sua imperfezione...
    stamane ero a godermi la mattinata "d'aria" (ormai son segregata in casa) sola a crema...
    stasera non so come, cominciando da una semplice presa per il culo ad Appo (o Apo che dir si voglia) siam giunti ad una digressione semantica sul significato di diverse parole e l'utilizzo dell'alfa privativo greco...esempi semplici : -ateo (a,senza;theos,dio); apolide (a, senza;polis,città); alito (a:senza; litos:pietra); alcol (a: senza; lcol:sinonimo di "sobrio","sobrietà"); Apo (a:senza; po.....)
     
    a undici e mezza io ed il mio cane ci siam puntualmente pr4esentati sotto la porta di casa, abbiam suonato e..:<<siamo tornati...>>
     
    ...che strazio...nòci
     
    July 06

    tutto ciò che hai ricevuto prima o poi ti verrà ripreso

    cazzo...due brutte notizie tutte e due in una serata..o meglio..ad una ero gia preparata..l'altra è stata addolcita da una buona notizia, fatto sta che ho stranamente incassato bene il colpo...
    forse perchè penso che nonostante tutto è l'ultimo anno che faccio qui e poi me ne vado anchio..che strano però ragiono e mi ostino a ragionare a stagno, ossia come se tutto fosse immobile e per sempre, come se stabilita una situazione quella rimanga, invece non è affatto così, tutto cambia continuamente ed inaspettatamente ed il male di per sè non esiste, è il pensiero che me ne faccio io che mi fa male...vabè tralasciando dato che non mi garba autocommiserarmi e lamentarmi nel blog...oggi tutto ok, bagno in piscina nell'acqua gelida e poi la sera sono uscita in zona agreste...l'umore sempre come al solito...
     
    Se riesci a scrivere le meraviglie del tuo paradiso nella materia del tuo cervello magari non trasporterai nella tua testa la loro realtà miracolosa, ma la loro forza, quella si
    Metafisica dei tubi, Amelie Nothomb
    July 03

    è tornato il lupo cattivo! ):D

    solitamente il viaggio in traghetto è una cosa che aborrirei volentieri..in quegli attimi la mia già bassa autostima non so come scende ancor di più sotto i livelli del normale..vedere tutta quella moltitudo di persone insulse attizza la mia misantropia che solitamente va e viene...le famigliole..la stupida "tenuta da nave" (braghini corti e felpa)..le facce stanche..vedere la debolezza umana tutta lì individuo dopo individuo..specchiarmi alla luce neon in cabina e vedermi terribilmente orrenda (si, ho realizzato che il neon evidenzia le brutture come occhiaie, punti neri rossi e gialli, smunzità dei capelli, pelle unta)
    invece quello di ieri no, o almeno, non così fortemente..
    niente cabina, quindi mi sono bellamente isolata per tutta la durata del viaggio: circa 8 ore trascorse a fare la spola da un ponte all'altro con umore oscillante tra il "oh che bello, il sole arancione sul mare!!" e il "orco zio questo vento del cazzo"
    studiavo le facce ne le parole degli sconosciuti e intrecciavo pe rloro una vita..chissà questi perche son qua, chissà dove sono stati e per quanto tempo.
    incrociavo sguardi e mi veniva da sorridere.
    vedevo la gente per terra e mi sentivo tranquilla, come se ne facessi parte anchio.
    ..alla fine dopo 2 o 3 caffè mi son svaccata sulla moquette a leggere rigorosamente appostata in modo da poter osservare un selvatico papà dal capello lungo XD
    arrivo alla prima ora notturna a Civitavecchia e altre 6 belle ore in auto in posizione fetale stipata fra un ammasso  di lamentevoli corpi immondi.
    ahhh casa!!!la mia pelle in estasi sposandosi tra doccia e lenzuola pulite...che beatitudine!!
    la stessa incantevole sensazione di sentire l'acqua marina gelida accarezzarti in ogni punto del corpo, privato di qualsiasi velo, sotto un cielo di nuvole indaco..
     
    ripensando alla leggerezza di cuore  che avevo la sera che, appena sedutami con rigenerante birrozzo ichnusa alla mano, è arrivato il misterioso cannaiolo fuori di testa friburghese a scambiare 3 chiacchiere poliglotte..
    ripensando ai chilometri a piedi che tutte le mattine facevo...
    ripensando all'emozione frenetica di aver comprato una bella mazza nera di legno pesante e non veder l'ora di testarla su qualche insolente marpione -che confonde la notte con la sera-...
    ripensando alle polemiche e commenti contro idioti, fighefredde, ignoranti e all'operazione U.A.I. ...
    ripensando ai tiri a pallavolo fatti di mala voglia ma fatti (pur di bruciare...)...
    ripensando alle ore trascorse in acqua a conteplare la sua essenza facendomi viaggi mentali nel trasparente...
    ripensando a tutti i tagli, spini, e succhi veleniferi di medusa (che sebbene mi abbia punto,ho deciso di eleggere a mio animale favorito)...
    ripensando ai tamù, ètamu, pacimù, paichàt, kak dilà, fsivò dabrava...
    ripensando all' oleandro, chiodo di garofano, mirto e tante risa...
    ...constato che ho trascorso 3 settimane goderecce.
    May 17

    chi ami è un angelo che uccide se lo tocchi

    hhhm che buone le fragoline selvatiche del giardino dei miei... concimate con la merda del mio cane(eeh si qui ci arrangiamo coi nostri mezzi).....

    eh eh, bene, già era qualche giorno che mi sentivo un po' a disagio, oggi c'è stato il calcetto nel culo: mi sembra di essere troppo scazzata senza voglia di fare niente e soprattutto di impegnarmi, non sto facendo piu nulla a scuola, addirittura me ne sono altamente sbattuta di fare i disegni per una ricerca di fisica (e mi son sentita un po' una merda a ridurmi a farli gli ultimi 10 minuti prima della lezione)...se penso al futuro mi scazza altamente tutto l'idea di una vita perbene, piatta e banale passata a far progetti per una casa e una famiglia felice mi da la nausea... è come se mi venisse chiesta dall'alto delle autorità (ossia i parens) una bella responsabilità, ossia brava donnina perbene ed onesta, e questa paranoia mi porta ad essere attirata dalla trasgressione e un certo fascino per il proibito... comunque oggi mi son decisa a studiare quelle 2 , 3 ore...dev'essere una cosa psicologica perche ora mi sento gia meglio, come se mi fossi tolta un peso....

    in questo momento stavo litigando con e mule, odio quando nn scarica ora ho messo in coda 27 canzoni TUTTE UGUALI voglio vedere se almeno una di quelle parte, perdio!

    mondo boia ora andrò a sublimare un po' con lo shopping muahaha!!!

     

    così dolce e fortemente chiavo la mia mente...è una cosa così sporca che la farei per niente...

    May 16

    l'apparato ondeggiante e l'apparato ascensore...

    credo di essere andata fuori tema anche stavolta...perche ogni volta che faccio temi di italiano divago troppo?? la coerenza non è il mio forte vabè...

    orbene, riacquistando pian piano capacità di intendere e di volere (effetto bacardi rum...) comincerò a narrare la mia oh splendida giornata:

    -mattino: forse perche la sveglia sarà suonata mentre ero nella fase rem, fatto sta che ho fatto una faticaccia ero veramente rincoglionita! poi bah a scuola ero un po' sullo scazzato andante, nn avevo nemmeno voglia di parlare...e nel mentre ho preso il mio fido "quaderno del culo" (beh non si pensi male, si chiama cosi proprio perche c'è un culo stampato sopra!!) e mi son messa a far dei miei pensieri una linea d'inchiostro...

    -pomeriggio: ho spudoratamente (ma legalmente) saltato il pomeriggio di ben 3 ore a scuola sostituendolo con un giretto all'ipercoop [ove abbiamo incontrato una comunità di handicappati e dopo diverse digressioni full of cinism riguardo ad essi abbiam pensato bene di traslare prima di essere presi per membri del gruppo...]. il resto del tempo trascorso sulle scale del sottopassaggio (peraltro pollulante di ciclisti maniaci del campanello sembrava di essere sulla slitta di Babbo Natale!)

    -sera: deve ancora venire...

    le frasi del giorno:" il presente è il bacio fra passato e futuro" ; "il presente è dove cozzano futuro e passato" ; "il mondo ME LO CREO IO" ; "BISOGNA ORGANIZZARE BENE LA FALSITA'"

     

    ps: il titolo è una teoria Fiodariana, nata dopo essermi lamentata di non riuscire a mantenere il suo ritmo di camminata...

     

    May 15

    io susso tu sussi egli sussa...

    sussare...uno strano idioma con funzione di predicato verbale inventato (a mio parere casualmente) da Alexandra de Large (altresì Dascia..) sinonimo dell'altro comune neologismo Glendesco con funzione riflessiva "Scomi"

    [di entrambi i verbi se ne può dedurre facilmente il significato...]

    Heute heute heute...rischiavo un colpo di calore (non so se è giusta la definizione) dopo aver corso allo sfinimento sotto il sole per pura ossessione psicotica....a proposito di ossessioni...dedico questo testo....

     

    Tutto si muove, non riesco a stare fermo.
    Tremando ti cerco in tutti i canali.
    È alta tensione ma senza orientamento.
    Sbandando ti seguo in tutti i segnali.

    Fuori controllo e ormai mi pulsi dentro.
    Sento il contagio di un’infezione.
    Senza ragione disprezzo ogni argomento,
    Ogni contatto, ogni connessione.

    Ti cerco perché sei la disfunzione,
    La macchia sporca, la mia distrazione,
    La superficie liscia delle cose,
    La pace armata, la mia ostinazione.

    Senza frizione piloti il mio tormento.
    Sbandando ti cerco in tutti i canali.
    Fuori visione dirotti il mio buonsenso,
    Non c’è più pace o consolazione.

    Ti cerco perché sei la disfunzione,
    La macchia sporca, la mia distrazione,
    La superficie liscia delle cose,
    La pace armata, la mia insurrezione.

    Oggi il suo futuro anteriore trasmette solo prospettive allarmanti
    E in casa lo rinchiuderà, sintonizzato su ossessioni imperanti.

    Oggi il suo diagramma del cuore è schermo piatto in nebulose stagnanti:
    Forse è così che resterà o forse sta per decollare e inventarsi una

    NUOVA OSSESSIONE che brucia ogni silenzio,
    Dammi solo anestetici sorrisi e ancora
    NUOVA OSSESSIONE corrodi ogni momento
    Sei la visione tra facce da dimenticare.
    NUOVA OSSESSIONE e ormai ci sono dentro,
    Dammi solo anestetici sorrisi e una
    NUOVA OSSESSIONE perché mi trovo spento
    Senza illusioni tra facce da dimenticare.

    NUOVA OSSESSIONE
    NUOVA OSSESSIONE
    NUOVA OSSESSIONE
    SEI LA VISIONE TRA FACCE DA DIMENTICARE.

     

    stamane mi son svegliata mooolto incazzata...forse per la mancanza di sonno di sabato sera, forse per altro..ma in un certo senso mi ci trovavo bene in quel mio acidume mattutine e me lo son tenuto...

    debbo scaricarmi "nevermind" dei nirvana che oggi ho ascoltato e cantato dal signor "cancellolefoto" ...(-tanto so che ne ha un'altra cartella piena-...quindi...)

    le canzoni di oggi: always hardcore e nuova ossessione


    May 10

    nous pures et dures

    ho scoperto che il mio cane è interessato all'hardcore..dato che stasera avevo a manetta "zombie" hardcorizzata  (di un cd regalatomi da una VSP -Very Special Person) e Che si è recato verso le casse ascoltando con la testa piegata! ahahah!!

    dopo un post sbrillo da depressione profonda ho fatto un po' di pratica nell'arte del cazzeggio, il che ha implicato anche un giro con kAty dal signor "c'holecassenuove" ....prevedibile un -cincin col limoncin-

     

    gute Nacht!

    May 09

    ma quando cala la sera è buia la città intera

    che palle....

    che palle perche io ho i presagi?? perche ho la nuvoletta di sfiga addosso? ci son rimasta troppo male. odio quando si sventano i piani, odio!!!!!!!!!!!

    cha puttanata assurda cazzo!

    domani ci sarà anche la pioggia+alte ed intense rotture di coglioni...

    PORCA PUTTANAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

     <----il mio umore ora...

     

     

    Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
    noi puri e candidi o un po' colpevoli
    per voglie che ardono:

    noi cerchiamo la bellezza ovunque.

    E noi compresi e amabili o offesi e succubi
    di demoni e lupi, noi forti ed abili
    o spenti all'angolo:

    Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
    E passiamo spesso il tempo così,
    senza utilità (quella che piace a voi)
    senza utilità (perché non serve a noi)

    monstrum

    Letto in chiave psicologica, il mostro diviene lo specchio in cui il soggetto si guarda. Secondo i differenti canoni estetici, princìpi, valori e via dicendo, la mostruosità dell'essere sarà l'immagine riflessa di ciò che il soggetto teme (a più livelli) in se stesso, negli altri, in una data situazione. Di solito, tale legame assume una qualche consapevolezza, seppure inconscia, nel sogno e specialmente nell'incubo.
    La dimensione onirica, dal suo canto, tende a operare delle trasformazioni su come il sognatore percepisce la realtà, comprese persone, oggetti, ambienti ed episodi a lui ben noti e familiari. Per il fenomeno della
    traslazione, il soggetto, ad esempio, trasferisce (trasla) nel mostro le proprie paure verso un evento poco rassicurante, una conoscenza ambigua, etc.

    May 08

    fragole e actimel alla fragola...

    allora...

    1-se quando entro in casa la prima cosa che mi dici sono o insulti, o mi viene dato della scema, deficente, cretina, e mi si deve rompere i coglioni è meglio giungere ad un punto d'accordo: non stare nemmeno a rivolgermi la parola, scrivi su un bigliettino tutti i miei piccoli noiosi atteggiamenti che ti fanno incazzare..li leggo, evito di sentire la tua voce inondante rimproveri e ne prenderò atto. così si sprecano meno energie, no?

    2-non sono rumena nè cerco lavoro, porco!

    3-oggi sono stata alla crisdalide..la tipa si ricordava di me!! mi ha fatto credito su una sfiziosa canottierina che ho acheté....e ho pure beccato una mia ex compagna di classe, rinomata drogenabhängig

    4-ho avuto un momento di filantropia, ci pensavo oggi mentre ragionavo tra me e me nel mio monologatoio...la legna ispira flussi di coscienza...

     

    Take me now baby here as I am
    Pull me close, try and understand
    Desire is hunger is the fire I breathe
    Love is a banquet on which we feed

    Come on now try and understand
    The way I feel when I'm in your hands
    Take my hand come undercover
    They can't hurt you now,
    Can't hurt you now, can't hurt you now
    Because the night belongs to lovers
    Because the night belongs to lust
    Because the night belongs to lovers
    Because the night belongs to us

    Have I doubt when I'm alone
    Love is a ring, the telephone
    Love is an angel disguised as lust
    Here in our bed until the morning comes
    Come on now try and understand
    The way I feel under your command
    Take my hand as the sun descends
    They can't touch you now,
    Can't touch you now, can't touch you now
    Because the night belongs to lovers ...

    With love we sleep
    With doubt the vicious circle
    Turn and burns
    Without you I cannot live
    Forgive, the yearning burning
    I believe it's time, too real to feel
    So touch me now, touch me now, touch me now
    Because the night belongs to lovers ...

    Because tonight there are two lovers
    If we believe in the night we trust
    Because tonight there are two lovers ...

     

     

     

     

     

    May 02

    am I a children of the revolution?

    innanzitutto devo afre un particolare ringraziamento a alex che mi ha dato una scrollatina contro la mia depressione risalente..sembrerebbe un paradosso o una tautologia, ma trascorro le mie giornate scazzata per il semplice fatto che sono scazzata! il discorso è molto articolato ma il concetto di fondo è che

    -sono sempre di questo umore apatico

    -non mi godo quello che faccio

    -mentre faccio qualcosa o sono con qualcuno penso sempre e problematizzo su ciò che avrò da fare dopo

    -mi pongo sempre limiti di tempo e devo programmare spesso quel che farò durante la giornata

    -non penso al presente, ma al giorno dopo che sarà una giornata di merda

    -l'unico modo per tirarmi su è pensare "che bello...quel giorno farò questo o vedrò quella persona!" e poi tanto quando quel giorno arriverà mi scazzerò ugualmente pensando ad altro

    l'ideale, il piombare nella perfetta isolazione, stare bene con me stessa ed essere autosufficiente senza che il mio umore dipenda da nessuno e tessere legami sociali costruttivi che mi portino a migliorare il mio umore attuale

    e soprattutto sbattermene.

    spero di arrivarci me lo auguro è la mia lotta, la mia piccola rivoluzione